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Big Sean & Metro Boomin – Double or Nothing • Recensione

13 Dicembre 2017

Big Sean & Metro Boomin – Double or Nothing • Recensione

Siamo ormai arrivati a dicembre ma Metro Boomin continua a mietere vittime in tutto il rap game, assistito da compagni di risse più o meno buoni (Nav, mi dispiace ma sei tra i meno) che lo aiutano a placare la sua sete di sangue. Eppure lui vorrebbe essere solamente il nuovo Enzo Miccio, con lo scopo di disegnare e cucire delle personalità su misura per i rapper che ne hanno tremendo bisogno.
Questa volta a prendersi un “Ma come ti vesti???” è Big Sean, tutto sommato forte degli ultimi due album ben prodotti e soprattutto platinati, ma sempre con gli stessi difetti di personalità, ancora cangiante di progetto in progetto. Questa può essere la sua occasione per farsi preparare un vestito che non gli vada largo e per trovare finalmente sé stesso.

Il problema è che “Double or Nothing” non sembra pensato su misura per Big Sean, e quest’ultimo ce la mette tutta per farcelo capire. Il rapper di Detroit si prova ogni abito per vedere quale gli stia meglio, ma la verità è che non sta del tutto bene nè in vesti politiche, nonostante qualche accenno di quote interessante lo si può trovare nel pezzo migliore del progetto “Savage Time“, nè nel ruolo di sex symbol, perchè per favore, “So Good” non si può sentire, né tantomeno come sneakdisser, sempre che quelle nella hit “Big Bidness” siano davvero delle frecciate a Kendrick Lamar.

Nemmeno gli ospiti sembrano portare chissà quale valore ai pezzi: da uno spento e ridondante Travis Scott nell’intro “Go Legend” (si farà perdonare nell’outro non creditato di “Savage Time”) si passa ad un’anonimo Swae Lee in veste di crooner e a un dimenticabile 2 Chainz. Note positive invece le ospitate di Young Thug e 21 Savage, che mostrano cosa vuol dire avere feeling con Metro Boomin e dominano nei pezzi in cui presenziano.

[Metro piantala di fare l’infame e caccia fuori MetroThuggin]

Questa volta anche il pacchetto produttivo di Metro Boomin non sembra offrire nessuno spunto di freschezza: ci prova solamente in “Who’s Stopping Me?“, costruendo la produzione su un sample di una schitarrata brasiliana che secondo Sean “sounds like Narcos”, ma il risultato non soddisfa, anche a causa delle rime oltre il limite del corny del rapper, che in questo album si è impegnato più del solito a farci rabbrividire con frasi come “I don’t drink tap water but got tap phones” o la più leggendaria “You n****s never fly, you an ostrich“.

Double or Nothing” era un progetto che andava evitato perchè entrambi avevano lasciato soddisfatti i loro fan con i lavori di quest’anno, perchè la chimica tra i due non è eccelsa (e diciamocelo, forse era meglio che Big Sean provasse a tornare a lavoro con Mike Will Made-It; “Paradise (Extended)” fa battere ancora i nostri cuori), e  perchè la nomination di “Bounce Back” ai prossimi Grammy era un riconoscimento più che sufficiente per entrambi.

  • 7.5/10
    Produzione - 7.5/10
  • 5/10
    Testi - 5/10
  • 6/10
    Delivery - 6/10
  • 6/10
    Originalità - 6/10
6.3/10

Riassunto

Il tempo di entrambi poteva essere speso meglio…e anche il nostro.

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Il più famoso blogger senza fama. Non ha sempre ragione ma non ha mai torto.
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  1. […] Curriculum di tutto rispetto insomma, eppure l’album non convince: non saremo noi a dirgli che ha potenziale (e l’ha già dimostrato) ma non si applica. Citando The Next Tune: […]

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