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French Montana – MC4 • Recensione

13 Novembre 2016

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French Montana – MC4 • Recensione

Cè stato un momento, tra gli ultimissimi anni dello scorso millennio e i primissimi del nuovo [grossomodo inquadrabile nel periodo che intercorre tra la fine della faida East Coast/West Coast e la pubblicazione di The College Dropout] nel quale molte delle figure di spicco del genere erano anche oggetto di discussione da parte di appassionati e non sul come costoro fossero effettivamente riusciti ad avere un contatto discografico : i vari Nelly, Ja Rule, Xzibit, Ludacris e via col throwback di anni troppo spesso sottovalutati.

Con molti dei sopracitati lontano dalle luci dei riflettori o vicini ad esse per altri motivi, all’inizio della decade successiva era quindi necessario un ricambio generazionale, ricambio puntualmente arrivato con figure altrettanto oggetto di dibattito quali Wiz Khalifa, 2 Chainz, Rick Ross e French Montana. Quest’ultimo è tutt’ora un vero mistero: nonostante la sua rinomata reputazione di “King of Features” o “King of Mixtapes”, è per molti ancora difficile concepire come sia esso potuto arrivare ad un esposizione tale, spesso giustificando il tutto con le sue amicizie alte [deal con Bad Boy Records e Maybach Music Group inclusi].

Dopo il suo effettivo esordio “Excuse My French” datato oramai 2013, il nostro ha passato gran parte del tempo successivo in uno stato di indecisione sul come dare a quel progetto un effettivo seguito, tra una caterva di mixtape, singoli sparsi e featuring in progetti altrui, indecisione della quale il rollout di questo MC4 è in qualche modo l’emblema supremo: quarto titolo di una sua serie di tape ma primo ad essere programmato come full-lenght, viene leakato due mesi prima della data di uscita ufficiale [che doveva essere il 14 ottobre 2016] in seguito ad un incomprensione con uno store online; il progetto viene poi accantonato dallo stesso French per uno scemato feeling verso il materiale, per poi essere effettivamente pubblicato ufficialmente, di nuovo sotto forma di mixtape, all’inizio di Novembre.

Il paradosso di questa situazione è che French Montana ha probabilmente cancellato la release del suo disco migliore fino ad oggi, primato risibile dal punto di vista degli haters irreprensibili, ma decisamente rilevabile all’ascolto. Se cè una cosa sulla quale si possa dire che Karim Kharbouch eccelga, allo stesso modo di altri suoi colleghi considerati del tutto prescindibili, è la scelta dei beat, operazione che in questo progetto sembra aver raggiunto l’apice nella discografia del marocchino. Per quanto l’effetto compilation sia sempre dietro l’angolo, il sound dell’album fa la spola sostanzialmente tra due estremi, l’oramai certificato canone trap ed una vaga ma palpabile vena old school in linea con la tradizione hip hop della sua città di provenienza [a scanso di equivoci, New York e non Rabat], al punto che non è un’assurdità affermare che questo MC4 suoni come una versione minore, meno sperimentale ma comunque non priva di fascino, del sophomore album del suo concittadino A$AP Rocky [quello si invece uno dei migliori dischi dell’anno passato]. Proprio il capo dell’A$AP Mob contribuisce con una delle guestate migliori, in quella Said n Done dove l’ascoltatore si dovrà abituare a sentire la frase “Oh my God” nemmeno fosse la n-word o Versace nella storica hit dei Migos.

Altrove nell’album, Miguel eccelle su un brano più vicino al collega The Weeknd [che produce invece l’intro dell’album] come XPlicit, Kodak Black è il fiore all’occhiello della già acclamata Lockjaw, e in generale ogni ospite è a suo agio laddove presenzia, al punto che nemmeno la comunque buona Figure It Out [con Kanye West e Nas] già inclusa nel mixtape Wave Gods, sfigura nonostante l’inclusione tutto sommato gratuita. Di contro, quando French è da solo, ha più problemi a gestire l’economia del pezzo, nonostante due delle casistiche in questione siano firmate dal compare Harry Fraud [che su Play Yaself consegna l’ennesimo suo beat incredibile], e nonostante una buonissima 2 Times, ironicamente, una delle due occasioni dove il nostro interpola durante l’album la celebre Fu-Gee-La dei Fugees [già omaggiata quest’anno da Dj Khaled].Di contro vi è anche il fatto che il lyrics-game dell’artista newyorkese non si distanzia poi troppo per le tematiche per il quale è noto, ma ora come non mai French Montana sembra aver definitivamente circoscritto il suo universo e perfezionato l’abilità di governarlo e muoversi a suo agio all’interno di esso.

Sintesi
  • 8/10
    Produzione - 8/10
  • 6/10
    Testi - 6/10
  • 6.6/10
    Delivery - 6.6/10
  • 6.6/10
    Originalità - 6.6/10
7/10

Riassunto

MC4 non creerà grossi smottamenti all’interno delle tifoserie hip-hop, ma risulta comunque un silente trionfo per un artista probabilmente all’apice della sua forma.

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User Review
3/10 (1 vote)

I just fucked your bitch in some Gucci flip flops
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