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Gucci Mane – Evil Genius • Recensione

15 Dicembre 2018

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Gucci Mane – Evil Genius • Recensione

A Dicembre 2018, quella prolificità che per anni è stata uno dei tratti distintivi di Gucci Mane e che, col senno di poi, è stata antesignana di tanti business plan dei suoi eredi, sembra oramai quasi più un ricordo. Perchè, dopo tre album e un libro, il buon Guwop ha legittimamente deciso di prendersi gran parte del 2018 come anno sabbatico. Sarebbe facile pensare che il disco successivo a ciò ne risulti particolarmente valido in un’ideale logica di quality over quantity. E, nonostante un illustre precedente non particolarmente esaltante, è andata più o meno così. Certamente, ci sono dei limiti strutturali ai quali difficilmente il Gucci major potrà mai sottrarsi [uno a caso: le 18 canzoni qui presenti contro le dritte 10 del precedente El Gato; non che i suoi vecchi tape non fossero prolissi peraltro], ma, in un confronto con Mr. Davis per la palma di suo disco mainstream definitivo, è proprio Evil Genius ad uscirne vincitore.

Fosse anche solo per il limare le telefonatissime marchettate r&b del precedente, e condensarle tutte nell’ottima “Wake Up In The Sky” [pezzo a tre Gucci-Kodak-Bruno dove riescono entrambi ad essere perfettamente a proprio agio] o in qualche raglio misteriosamente non subottimale del redivivo Quavo [ma i timori per Culture III rimangono intatti], Evil Genius meriterebbe già un plauso a se.

E invece, tolta qualche ridondanza come un’avanzo dal fantomatico disco a nome Glacier Boyz, o una canzone con Lil Pump che non replica minimamente i fasti di Youngest Flexer, Evil Genius è, pur senza nessun grande concept dietro, una collezione di brani particolarmente coesa e soddisfacente, dove a farla da padrone è, a livello musicale, un rinnovato e ben ritrovato gusto per il tetro quasi hardcore [Cold Shoulder sembra uscita dal mai dimenticato Ferrari Boyz] e, sul piano vocale, un Gucci sempre ispirato sia nello sviluppare punch line forti concettualmente che nell’attuarle nei modi metricamente migliori. Mica male per un artista con oramai nulla più da dimostrare.

7.7/10

Summary

Un po’ di Gucci sotto l’albero, specie se così, non guasta mai.

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I just fucked your bitch in some Gucci flip flops
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