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Isaiah Rashad – The Sun’s Tirade • Recensione

9 Settembre 2016

Isaiah Rashad – The Sun’s Tirade • Recensione

A due anni di distanza dall’EP Cilvia Demo, è uscito il tanto atteso album di debutto di Isaiah RashadThe Sun’s Tirade. Sarà riuscito a fare centro?

Sei un ragazzo di 23 anni. Una delle label più importanti della decade ti mette sotto contratto e all’improvviso rilasci uno dei progetti migliori del 2014. Sale l’hype per te, la gente comincia a credere che tu sia la “next big thing” e che possa fare grandi cose.

Poco dopo sparisci però nel nulla e la gente ti dà per disperso; colpa di una label pasticciona con le release (credono i fan) o colpa tua, che per la pressione e per imitare quei rapper finisci dipendente da alcool e Xanax e ti stai per rovinare la carriera (e la vita) durante il tour del tuo compagno di label ScHoolboy Q, nonostante il tizio che ti sta recensendo ora è lì spettatore e si convince sempre di più del tuo potenziale.
Per fortuna ti rimetti in piedi grazie alla TDE che decide di aiutarti e arrivi a rilasciare il tuo album di debutto The Sun’s Tirade. Hai ancora più pressione addosso?
Yup.

In tanti aspettavano il ritorno di Isaiah Rashad, specialmente dopo singoli come Smile (che purtroppo non compare nell’album), in cui sono racchiude tutte le sue doti su una produzione perfetta per lui. Qualità che tornano in Free Lunch e Park, uscite poche settimane prima dell’album, che vantano quel ritmo incalzante che c’ha fatto innamorare in Cilvia Demo.

Si affida all’aiuto dei suoi compagni di label per le due tracce migliori dell’album: Tity and Dolla e Wat’s Wrong con Jay Rock e Kendrick Lamar ci ricordano perché valeva la pena attendere un album di Isaiah e perché la TDE è così importante nel rap game.

Il tema ricorrente della dipendenza

Non sempre funzionano invece, i momenti drugged-out di Rashad, come in Silkk Da Shocka in cui rappa con un flow quasi sbiascicato, che rallenta e spezza il ritmo dell’album. È in questo tipo di canzoni però, che si apre al pubblico e diventa più personale e introspettivo, come nella seconda parte di Stuck In The Mud in cui torna sui suoi pensieri negativi che affrontava durante il brutto periodo che ha passato per la sua dipendenza da Xanax.

“ Pop a Xanny, make your problems go away”

Nella seconda parte dell’album Rashad trova anche il tempo per sperimentare su produzioni diverse dai suoi soliti canoni: in A Lot rappa (con una delivery forse non all’altezza) su una base con sonorità trap di Mike Will Made It; in AA abbraccia le sue origini southern e domina un pezzo che sarebbe più nelle corde di un Lil Wayne o di un Rich Homie Quan; interessante anche la up-tempo Don’t Matter, che per quanto possa risultare sonoricamente una traccia filler, regala una ventata d’aria fresca all’album.

Col passare degli ascolti diventa sempre più difficile prendere una posizione e dare un giudizio a The Sun’s Tirade. È un album che ascoltato nel mood giusto risulta grandioso, ma in caso contrario può sembrare troppo lungo e noioso.

Nonostante qualche difetto, The Sun’s Tirade è un progetto godibile, che non raggiunge il livello del suo predecessore, ma tiene testa a diversi album usciti quest’anno. Sarà un ascolto difficile per chi non conosce lo stile di Isaiah, mentre i suoi vecchi fan lo troveranno senz’altro un buon’album

The Sun's Tirade
  • 7.7/10
    Produzione - 7.7/10
  • 7.3/10
    Testi - 7.3/10
  • 7.5/10
    Delivery - 7.5/10
  • 7.2/10
    Originalità - 7.2/10
7.4/10

Riassunto

The Sun’s Tirade è un progetto godibile, che pur non raggiungendo il livello del suo predecessore, tiene testa a molti album usciti quest’anno

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Il più famoso blogger senza fama. Non ha sempre ragione ma non ha mai torto.
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  1. […] Dopo The Sun’s Tirade di Isaiah Rashad è arrivato il momento di Soulo in TDE. Nonostante qualche apparizione recente come ospite, è stato un anno silenzioso per Ab-Soul. […]

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