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Mick Jenkins – The Healing Component • Recensione

18 Novembre 2016

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Mick Jenkins – The Healing Component • Recensione

La fiducia nell’amore per cambiare prima Chicago e poi il mondo intero, questo è il debutto di Mick Jenkins.

Mick Jenkins, classe 1991, cresciuto nel South Side di Chicago, voce profonda, patito di Pokèmon Go e personalità molto, molto controversa.  “I don’t really listen to music, if I hear enough about them, I’ll check them out” la dice lunga sul suo carattere. Come nelle sue precedenti opere la metafora ricorrente è quella dell’acqua: “very simply, water is synonymous with truth”, la purezza di una sostanza che intesa come amore, è la cura di questo mondo, The Healing Component appunto, titolo del disco in questione. Il compito di Mick è quello di diffondere questa dottrina sviluppando un concept album che si destreggia abilmente tra suoni sperimentali e rime di spessore a contrastare le difficoltà e le tentazioni a cui siamo sottoposti al giorno d’oggi su questo pianeta.

Il sound

Le atmosfere di Jenkins trovano la quadratura del cerchio in un sound innovativo, segnato in particolare dal collettivo Soulection. Circa metà di THC suona attraverso Sango, Kaytranada, Atu, DPat, Monte Booker, IAMNOBODI, tutti producers gravitanti attorno all’etichetta losangelina, la quale ha saputo fondere con le batterie analogiche, tanto in voga di questi tempi, groove jdilliani e musica house, in un melting pot sonoro che è diventato presto un marchio di fabbrica. Il “sound of tomorrow”.
L’altra parte del progetto è curata da nomi non troppo blasonati ma comunque di potenza fatta eccezione però per la punta di diamante BADBADNOTGOOD. Al quartetto di Toronto spetta il compito di impacchettare il secondo singolo (unico fino ad ora accompagnato da un videoclip) di The Healing Component e confermare le loro capacità da incredibili musicisti in grado di fondere con schizofrenia jazz, hip hop, elettronica e musica rock. Le collaborazioni al mic vedono sporadiche strofe rappate, probabilmente dovuto alla difficoltà di entrare in perfetta sintonia con i suoi non troppo semplici concetti; agli ospiti spetta il compito di rendere unici i ritornelli, smorzando il mood ossessivamente cupo e introspettivo di Jenkins.

THC

Come ci si cura dal male del mondo, dai soprusi e dalla voglia di arricchirsi? Diffondendo amore, no? The Healing Component, prima traccia dell’album ha un ritornello starebbe bene anche dentro una chiesa: “THC, THC / For your grace and mercy Father, we thank thee / For this THC, THC”. Allacciatevi le cinture, il viaggio è appena iniziato. La seconda traccia, nonchè primo singolo rilasciato, è Spread Love: i sussurri di Mick volano sul beat di Sango, giovane ragazzetto di Seattle con la saudade brasiliana. L’amore qui è venduto da qualche drug dealer per le strade del SouthSide.

Il nostro si incupisce drasticamente in Daniel Blooms grazie al sound ipnotico di Atu.“Pray for me / Just holla at me, I could pray for you” è la richiesta di mettere l’amore davanti a tutto, anche nei momenti di incomprensione con gli altri. L’ipnosi iniziata nel pezzo precedente si diffonde sempre di più e in Strange Love dei synth pazzeschi accompagnano i contrasti di questo “strano amore”, adesso ci fermiamo un attimo con un interlude, This Type Love? è un estratto di un’intervista realizzata dalla sorella ai tempi del college da cui venne poi cacciato successivamente.

Ecco il turno dei canadesi dei BBNG a suonare per Mick in Drowning. Il rapper discute delle problematiche razziali riportando la celebre frase “I can’t breathe”, ultime parole di Eric Garner, un giovane ripreso da uno smartphone, mentre veniva ucciso dalla polizia di Staten Island. As Seen in Bethsaida è forse la traccia meno riuscita dell’album in cui la sete d’amore viene raccontata attraverso la storia di Gesù sfruttando una atmosfera meno originale rispetto al resto dei pezzi.

Ma fermi, non preoccupatevi il ritmo sale in un attimo! È il momento di un pezzo da dancefloor! In Comunicate Kaytranada non può non farci muovere col suo sound inconfondibile fatto di basslines e drums fuori battuta ed insieme a Ravyn Lenae fanno un terzetto veramente fresco. Wow! Plugged invece gode dei sample più soul di IAMNOBODI e qui Jenkins ne approfitta per ribadire che questa cura “ain’t just no fuckin’ weed, this ain’t no weed” ma Amore, ed è tutto quello di cui hai bisogno.

Mick Jenkins e il suo tour europeo

 

In 1000X  pillole di Xanax scivolano giù accompagnate dal ritorno di Kaytranada, quello soulful però. Il canadese droppa stavolta una delle sue caratteristiche trip ballad (per intenderci quello di Girl dei The Internet) facendoci sprofondare nell’abisso del suo oceano. Spetta a theMIND confezionare il tutto con un incredibile ritornello cantato per uno dei migliori pezzi del disco!

Ed ecco il ritorno dei themPEOPLE che ne infilano due di seguito. Prosperity è un pezzo lento in cui Jenkins aiutato sempre dal compare theMIND realizza un riflessivo attacco al materialismo della società di oggi. In Fall Trough ci spinge a superare l’apparenza intrecciandosi continuamente con la luce di Dio. “Of all the things you know, do you know yourself?”  recita il ritornello. I ThemPEOPLE, con l’ausilio di Rascal, si superano stavolta e tra voci tagliate e batterie coinvolgenti stendono un tappeto di spessore per una delle tracce più forti di THC. Love, Robert Horry ci porta un feat rappato, una batteria classica e un messaggio chiaro: l’amore è gratuito!. Una seconda collaborazione al rap avviene subito subito in Angles che con Monte Booker in gran forma ed una super voce di Xavier Omär (SPZRKT) portano a termine un disco veramente valido. Dovremmo osservare più da diversi punti di vista per conoscerci veramente a fondo raccontano i suoi versi.

Dpat mantiene i bpm bassi per Fucked Up Outro dove Mick rivede se stesso, con la paura di non essere compreso, di essere sottovalutato. Michael Anthony firma col suo tocco soul e dreaming is living / It’s your world now chiude il sipario di The Healing Component: la cura è l’amore.

Non sò perchè ma ho sete.

  • 9/10
    Produzione - 9/10
  • 9/10
    Testi - 9/10
  • 8.5/10
    Flow - 8.5/10
  • 8.5/10
    Originalità - 8.5/10
8.8/10

Buona la prima

Questo album conferma che Chicago è punto focale della rivoluzione, del rap pregno di contenuti. Se siete instancabili esploratori di nuovi orizzonti sonori, probabilmente questo disco farà per voi.

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Graphic designer & beatmaker. Life is a beautiful struggle.
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