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Tory Lanez – I Told You • Recensione

24 Agosto 2016

Tory Lanez – I Told You • Recensione

Dopo svariati mixtape Tory Lanez rilascia finalmente il suo album di debutto I Told You.

Tory Lanez fa parte di quella massa di artisti di Toronto che negli ultimi anni s’è messa in mostra. Dopo anni di anonimato e di tanti progetti interessanti, è riuscito ad ottenere un buon seguito senza essere un membro della OVO Sound.
Sì, perché Drake per qualche ragione non l’ha mai ingaggiato e negli ultimi mesi tra i due si è accesa pure una mini-beef.
Tory ha chiaramente esplicitato di voler spodestare Drake dal trono del #1 in termini di popolarità. Forse mira troppo in alto, ma è proprio grazie a questa faccia tosta se negli ultimi anni sta diventando qualcuno.

Il titolo dell’album I Told You è un “Ve l’avevo detto” rivolto a tutti quelli che non credevano in lui.
L’album ripercorre la sua vita attraverso degli skit alla fine di ogni canzone. Si parte con un ragazzo ancora 16enne con un sogno che viene cacciato di casa da sua nonna, che deve affrontare una serie di ostacoli come la vita da gang e relazioni con gente che non crede in lui per arrivare al successo. Quest’album è un bel dito medio a tutti.
La storia culmina con la firma per la major Interscope e il rilascio del suo singolo platinato Say It e la sua hit estiva Luv.
Nonostante il tutto sia potenzialmente interessante per l’ascoltatore, dopo il primo ascolto gli skit cominciano ad infastidire e fanno sembrare l’album ancora più lungo di quanto già non sia.

I Told You è però un album pieno di idee che non smette di sorprendere e cresce ad ogni ascolto.
Interessante ad esempio High, traccia quasi onirica dove Tory sfoggia un particolare falsetto aiutato dall’autotune, che utilizzerà poi anche per highlights dell’album come Guns And Roses e Cold Hard Love.

Produzioni al top e tanta ambizione

Per quanto riguarda il tappeto sonoro, Play Picasso e Cashmere Cat hanno svolto un lavoro magistrale con produzioni accattivanti dall’inizio alla fine, come Friends With Benefits, una delle migliori dell’album, che parte lentamente per poi esplodere nel ritornello. Anche il build up del beat di Dirty Money è pazzesco e mette in mano a Tory una banger con un potenziale da grande hit.
Il singolo Flex invece racchiude il pacchetto completo di Tory: elementi ambient mischiati con sonorità trap dove il canadese sfoggia le sue abilità vocali e il suo flow. Una vera e propria hit.

La sua delivery pecca a volte di originalità, somigliando ad alcuni degli artisti più in voga o a pezzi rilasciati da lui stesso in precedenza.
Sono diverse infatti le influenze che si notano su I Told You: da Fetty Wap nell’ottima To D.R.E.A.M. a Kendrick Lamar in 4 AM Flex e la lista potrebbe continuare con Drake, Future, Travis Scott e altri ancora.
Ciò però non infastidisce perché Tory riesce a dare una propria interpretazione e a rendere i pezzi personali e freschi.

I Told You è un buon album di debutto per un artista ambizioso che riesce a raccontare la sua storia e a mostrare le sue doti intrattenendo l’ascoltatore. Se conoscete già Tory per lavori come Cruel Intentions, quest’album non può deludervi, è esattamente quello che cercate.

Potete ascoltarlo qui sotto in streaming:

I Told You
  • 8.3/10
    Produzione - 8.3/10
  • 7/10
    Testi - 7/10
  • 7.7/10
    Performance - 7.7/10
  • 7.5/10
    Originalità - 7.5/10
7.6/10

The New Toronto

I Told You è un buon album di debutto per un artista ambizioso che riesce a raccontare la sua storia e a mostrare le sue qualità intrattenendo l’ascoltatore.

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Il più famoso blogger senza fama. Non ha sempre ragione ma non ha mai torto.
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  1. […] passati poco più di trenta giorni da I Told You, l’atteso disco d’esordio di Tory Lanez, ma il canadese non vuole proprio rimanere con […]

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